Percorso consigliato

 

1Nella prima campata a destra c’è una statua marmorea raffigurante la “Madonna contornata da due angeli” di Tommaso Orsolino (1587-1675).

Nella parete a destra vediamo il dipintoSan Giovanni Battista”, unica opera conosciuta di Suor Angela Veronica Airolo (1590-1670).

Nel lunettone in controfacciata c’è il dipinto di Luigi Gainotti realizzato nel Novecento raffigurante laCanonizzazione di San Francesco da Paola”.

Nella prima colonna a destra della navata centrale è stata posizionata la targa in memoria del luogo recentemente ritrovato, in cui si c’era la “Tomba della bellezza” della Marchesa Luigia Pallavicini(1772-1841), a cui Ugo Foscolo dedicò una celebre ode.

 

2Sopra l'altare della seconda campata c'è la tela datata 1620 raffiguranteIl Viatico di San Gerolamo” realizzata da Giovanni Battista Paggi (1554-1627).

 

3Nelle terze campate ci sono i portoni collocati nell'Ottocento, comunicanti sul lato destro col piazzale panoramico esterno e a sinistra con il Chiostro.

Nella cupola c’è l'affresco del Danielli “Estasi di San Francesco da Paola”.

 

4Proseguendo di Luca Cambiaso (1527-1585) c’è il dipinto “Presepe” eseguito appositamente per l’altare dedicato alla Natività del Signore.

 

5Segue il dipinto “ l'Arcangelo Michele con San Francesco di Sales”, eseguito da Francesco Campora (1693-1763).

 

6Nella sesta campata c’è il dipinto “Ascensione” di Agostino Bombelli (1489- 1545) .

I sei affreschi delle cupole in questo lato furono eseguiti da Michele Cesare Danielli (1800-1854) , di cuisegnaliamoIl miracolo della Cucchiarella

 

7Conclude la navata la Cappella dedicata a San Francesco da Paola, raffigurato in una Pala d'altare, possibile ex voto della famiglia Doria, opera di Lazzaro Calvi (1510-1603). L'immagine del Santo è qui posta al centro di un'opera capolavoro dello scultore Francesco Maria Schiaffino (1688-1763).

Nella volta c’è l'affresco “Gloria di San Francesco da Paola” eseguito da Giuseppe Palmieri (1674-1740).

 

8Dietro l'altare c'è l'accesso alla Cripta che custodisce il sepolcro della Principessa Veronica Spinola e di altre due componenti della sua nobile famiglia.

Davanti agli scanni del Coro che nel 1660 furono commissionati al falegname Andrea Labati, si trova la lapide del sepolcro dei Minimi .

Nel centro dell’abside al di sopra del coro c’è un autentico capolavoro scultoreo di Antonio Maria Maragliano (1664-1739) raffigurante la Vergine Assunta.

Sul soffitto della navata centrale ci sono gli affreschi eseguiti nel 1845-6 da Giuseppe Isola e da Giacomo Ulisse Borzino. Gli ornati nella zona del presbiterio sono opera di Michele Canzio.

 

9Nella cappella a sinistra c’è il dipinto “La Madonna del Miracolo della Conversionedi Luigi Morgari (1857-1935).

In questa Cappella sulla parete sinistra c’è “Lavanda dei piedi” di Orazio De Ferrari. (1606-1657) e di fronte “Salita al Calvario” di Bartolomeo Biscaino,nato nel 1632 e morto a soli 28 anni anch’esso nell’epidemia di peste del 1657.

 

10In questa campata c’è lo splendido “notturno” “Orazione nell'orto” di Luca Cambiaso (1527-1585) eseguito circa dieci anni dopo il “Presepe” (4).

 

11Nella quinta campata, di Cesare Corte (1550-1613) c’è il dipinto “Ognissanti”, in cui si possono vedere raffigurati i due San Francesco.

 

12 Segue “Vergine col Bambino, San Martino e Sant'Antonio da Padova” di Valerio Castello (1624-1659), dipinto sulle ante del reliquiario.

 

13Nella cupola della terza campata diLuigi Gainotti (1859-1940) vediamo l’affresco ”Il miracolo dell’attraversamento dello Stretto di Messina sul mantello”.

 

14 Segue la Cappella dei Beati dell'Ordine dei Minimi, Gaspare e Nicola, dipinti da Francesco Zignago (1750-1810) autore anche dell’opera 15 nell’ultima Cappella vediamo una pregevoleAnnunciazione”.

Sulla controfacciata infine c’è un’opera dei Semino,raffigurante “Sant'Agostino e il mistero della Trinità“.

 

Su un vano sovrastante l'ingresso della chiesa trova spazio, davanti ad un Coro ligneo, un Organo a canne costruito dai Bossi, organari dal 1550.

 

18 Il Chiostro venne affrescato in più tempi, dai fratelli Aurelio, Benedetto, Felice Calvi vissuti negli ultimi decenni del Cinquecento, da Ventura Salimbeni (1568-1613) e da Lazzaro Tavarone (1556-1640).

 

Nel 1930 sul Campanile venne issata la Campana del mare, chiamata “Santa Maria”, che coi suoi 42 quintali di peso, è per dimensioni la terza in Italia.

Ogni sera con rintocchi solenni e maestosi, ricorda le persone morte in mare invitando i fedeli alla riflessione e alla preghiera.